martedì 8 aprile 2014

Normalmente aborro come la morte la TV, preferendo un buon libro o una serie inglese o americana in streaming. Se proprio voglio accendere l'aborrito elettrodomestico mi concedo qualche sana trashata su Real Time, che dopotutto anche noi donne impegnate due risate ce le facciamo volentieri u.u

Ma stamattina, spinta dai commenti di alcune amiche che sputavano lapilli e fuoco, ho guardato in replica "Come mi vorrei", nuova "perla" di casa Mediaset condotta da quell'icona di buon gusto, stile e morigeratezza che risponde al nome di Belen Rodriguez.

Allora.

ALLORA.

Da dove comincio? Beh, inizierei col dire che l'idea di farmi dare consigli di look e stile da una che a Sanremo ha mostrato all'Italia tutta la sua patonza e la sua farfallina tatuata sull'inguine non mi andrebbe molto, ma dettagli.

La cosa più grave è il messaggio che passa.

La protagonista della prima puntata è Linda, ventunenne milanese che ha la pecca di essere un tipino determinato e con un look eccentrico. E per questo, ovviamente, i ragazzi davanti a lei scappano a gambe levate. Ma di cosa ci meravigliamo, d'altro canto Giasone mollò Medea per quella bambolina di Glauce... evidentemente il caro protomaschio ha figliato e fatto proseliti.

Il problema è che più che la ragazza dovrebbe cambiare la mentalità. Degli uomini, ma in primis delle altre donne. Le amiche di Linda, infatti, la considerano poco meno di una poco di buono.
Ora,  a parte che se queste sono le amiche preferisco avere solo nemici mortali... dove sta scritto che per essere accettata una donna deve mettere solo gonnelline e caste camicette? No, spiegatemelo. ( Nulla contro le gonnelline, le metto anche io ... è il concetto in se che non mi garba. Ognuno si mette quel che vuole e si veste come si sente meglio, punto.).

Linda aveva un suo stile, una sua personalità ben definita. E per questo è stata infilata nel tritacarne dalla Rodriguez e dalle "amiche" che l'hanno stravolta e cambiata totalmente, trasformandola in una bambolina tutta boccoli e gonnellina frou frou.

Ma la cosa peggiore credo sia stato il confronto con due esemplari di protomaschio italico, fighetti fino al midollo, che dopo aver espresso altissimi concetti come "mi piace la donna bionda e con gli occhi blu " e " preferisco una non troppo intelligente, è meno faticosa" ( e a quel punto, cara Belen, mi sarei alzata IO e me ne sarei andata. Dopo averli mandati affanculo in diciotto lingue più IVA credo.) nel momento in cui la poveretta ha voltato le spalle hanno commentato: "Una così non la porterei dove c'è gente che conosco" e "Beh almeno ha dei begli occhi azzurri." Con lei che, tallonata dalla nostra guru di autostima, ascoltava tutto. Perchè "ci devi sbattere la testa".

Grazie Belen, ora ho capito perchè morirò zitella!!!

Perchè vedete, io è da quando avevo quindici anni che mi sento dire che devo parlare meno, essere meno aggressiva, più dolce, spaventare meno i cari maschietti... il problema è che la mia Medea interiore poco ne vuole sapere di farsi imbrigliare.

Io sono così, prendere o lasciare. Con le mie idiosincrasie, le mie nevrosi, le mie ossessioni. E la mia dolcezza, che vi assicuro è fin troppa. Solo che con gli anni ho imparato a donarla solo a chi la merita. Per il resto del mondo solo maledizioni e incantesimi vari e assortiti.

Alla cara Linda, che dopo essere stata adeguatamente acconciata come una bambolina di porcellana ha ottenuto finalmente un invito a cena con Norberto, becero individuo fighetto e decerebrato che si è sbilanciato in un tiepido: "Vuoi cambiare? Uhm sì, mi piacerebbe provarci a starti accanto...", e a tutte le donne bistrattate, umiliate e svilite da maschi che si sentono intimoriti se si trovano davanti una fanciulla che coniuga un congiuntivo e dimostra di saper PENSARE, vorrei dedicare una frase pronunciata da un personaggio che adoro, Tyrion Lannister di Game of Thrones:

Mai, mai dimenticare chi sei, perché di 

certo il mondo non lo dimenticherà. 

Trasforma chi sei nella tua forza, così 

non potrà mai essere la tua debolezza. 

Fanne un'armatura, e non potrà mai 

essere usata contro di te."




Perché alla fine è così, credetemi. Quello che siamo dentro rimane sempre con noi. E trovo che non abbia molto senso forzarsi ad essere quel che non si è per qualcun altro. Chi ci ama ci amerà comunque, chi non ci ama non ci amerà neppure se ci travestiamo da zerbino e ci lasciamo calpestare. 
Ciò detto torno ai miei libri, alle mie serie e alle mie trashate su Real Time.



Ad maiora. 

Nessun commento:

Posta un commento